Un gene per l’aggressività? Da solo non basta.

Negli studi tradizionali di si è cercato legare comportamenti umani alla presenza di uno o più , con ovvie implicazioni politiche e sociali. Pensate ad esempio che succederebbe se trovassimo il gene dell’ o dei comportamenti violenti e antisociali.

aggressività

Al di là delle implicazioni morali sull’etichettare le persone, o sulla manipolazione genetica, potremmo almeno comprendere certi crimini, o prendere delle contromisure, come cure preventive o altri interventi nel rispetto dell’individuo.

Però, proprio nel caso dell’aggressività, ma anche per altri comportamenti, raramente esiste un unico gene o comunque è individuata chiaramente una causa genetica. Questi risultati risentono dell’approccio usato finora, quello di considerare indipendentemente cause genetiche e cause ambientali, e non l’interazione fra i due fattori. Ad esempio, se plausibile che un ambiente sociale e familiare di maltrattamenti favorisca lo sviluppo di comportamenti aggressivi, fino a poco fa non è stato studiato se questo possa interagire con un particolare gene nel determinarli.
Uno studio recente, durato più di vent’anni, ha dimostrato però che le persone che hanno una storia di comportamenti aggressivi sono state in molti casi maltrattate da piccole, ma anche che un particolare forma del gene della MAO-A, uno degli enzimi che limita l’efficacia di alcuni , favorisce lo sviluppo di tali comportamenti fra le persone maltrattate. Così, se non esiste un gene che da solo porti in seno l’aggressività delle persone, i portatori di quella forma della MAO-A, se maltrattati da piccoli, avranno più probabilità di diventare adulti aggressivi e violenti.

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