Alluce Valgo – tutte le operazioni

Per correggere l’ oggi c’è l’imbarazzo della scelta. Cento e più e varianti sono forse state messe a punto negli anni per correggere la dolorosa sporgenza del . Alcune decisamente sorpassate e per questo del tutto abbandonate, altre superate, ma che stentano ad essere dimenticate, altre di nuova generazione dette che si sono imposte per semplicità e affidabilità. E infine tecniche innovative e che promettono recuperi brevi e minimo danno estetico. Alcune di queste sono valide, altre si rivelano fallimentari e vengono presto bandite dalle sale operatorie. Un ginepraio di tecniche e indicazioni per la più comune causa di piede che spesso disorienta chi ne soffre e che cerca di informarsi sulla miglior soluzione suo problema. In realtà non esiste la tecnica migliore. Esistono invece tecniche dedicate a risolvere un particolare grado di dell’alluce valgo. www.lodispoto.it www.lodispoto.it

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Piede piatto sintomatico

Tutti i bambini nascono con piatto. E’ la norma: quasi tutti evolvono spontaneamente verso lo sviluppo di un normale con gli archi plantari ben rappresentati entro i 7-10 anni. Altri invece conservano il piatto anche da grandi. Non è il caso di allarmarsi: i plantari sono realmente necessari in pochissimi casi. Quei pochi tuttavia anche con l’uso del plantare non potranno sperare in una correzione definitiva. L’esatto contrario delle convinzioni correnti di mamme e specialisti fino a poco tempo fa. Per la correzione definitiva del piatto occorre l’intervento chirurgico. Riservata a pochissimi casi la tradizionale, molto cruenta ed invasiva che prevede la soppressione di alcune articolazioni del e la trasposizione di grossi tendini. Oggi si corregge il piatto in modo mininvasivo. Per via si introduce nel piede una vite che impedisce la rotazione verso l’interno dela caviglia oltre il limite fisiologico. Tanto basta a mantenere l’arco plantare ea correggere il piede piatto in modo definitivo. Non solo: la vite è stata realizzata anche in materiale riassorbibile come l’acido polilattico, che non necessita di un secondo intervento per la rimozione. I risultati eccellenti di queste metodiche sono ormai confortate da follow up di altre dieci anni e da continui confronti con altre metodiche. Una opportunità chirurgica che tuttavia non è per tutti. I criteri di selezione per ottenere risultati

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Piede piatto – Giugno 2006 – parte 2

mininvasiva e materiali riassorbibili anche per la del . Con la artrorisi. Una tecnica tutta italiana, messa a punto nel 90′ dal professor S. Giannini direttore della clinica ortopedica dell’università di Bologna. Oggi questo intervento dopo tredici anni di continue messe a punto e controlli a distanza dei risultati viene effettuato da numerosi specialisti con risultati eccellenti. Una incisione di un centimetro effettuato sotto malleolo esterno del piede permette chirurgo di introdurre una vite di calibro adeguata tra due ossa del piede: l’astragalo e calcagno. Sono questi due elementi che si articolano tra di loro a determinare piede piatto quando si angolano eccessivamente. La vite ha la funzione di arrestare lo scivolamento tra le due ossa oltre un certo angolo. Tanto basta a corregere in maniera definitiva piede piatto. Terminato l’itervento basta un punto di sutura sulla pelle a chisura della piccola ferita. paziente con uno stivaletto gessato può ricamminare subito e caricare sull’arto appena operato. Dopo due settimane gesso viene rimosso e un breve ciclo di fisioterapia riabilita piede e caviglia. A due mesi dall’intervento piccolo paziente può tornare a correre ea praticare l’attività sportiva desiderata. La vite non deve essere rimossa: realizzata in acido polilattico dopo tre quattro anni, esaurita la sua funzione si scioglie e viene completamente riassorbita dai tessuti. I risultati statistici sono

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Piede piatto sintomatico – Giugno 2006

mininvasiva e materiali riassorbibili anche per la del . Con la artrorisi. Una tecnica tutta italiana, messa a punto nel 90′ dal professor S. Giannini direttore della clinica ortopedica dell’università di Bologna. Oggi questo intervento dopo tredici anni di continue messe a punto e controlli a distanza dei risultati viene effettuato da numerosi specialisti con risultati eccellenti. Una incisione di un centimetro effettuato sotto malleolo esterno del piede permette chirurgo di introdurre una vite di calibro adeguata tra due ossa del piede: l’astragalo e calcagno. Sono questi due elementi che si articolano tra di loro a determinare piede quando si angolano eccessivamente. La vite ha la funzione di arrestare lo scivolamento tra le due ossa oltre un certo angolo. Tanto basta a corregere in maniera definitiva il piede . Terminato l’itervento basta un punto di sutura sulla pelle a chisura della piccola ferita. Il paziente con uno stivaletto gessato può ricamminare subito e caricare sull’arto appena operato. Dopo due settimane il gesso viene rimosso e un breve ciclo di fisioterapia riabilita piede e caviglia. A due mesi dall’intervento il piccolo paziente può tornare a correre ea praticare l’attività sportiva desiderata. La vite non deve essere rimossa: realizzata in acido polilattico dopo tre quattro anni, esaurita la sua funzione si scioglie e viene completamente riassorbita dai tessuti. I risultati statistici sono

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OPERAZIONE BELLEZZA 08.04.08

conduce “ ” Questa settimana programma si occupa della risoluzione chirurgica dell’

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chirurgia miniinvasiva del piede

Tecnica chirurgica per correggere l’ , dita a martello, metatarsalgie ed altre deformità del . Dr. Casa di cura Montanari Morciano di Romagna (RN) tel 3391345222 www.paolofilippini.blogspot.com

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