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Problemi a far di conto? Ci pensano i neuroni.

Molte volte osserviamo un pugno di fagioli, di monete, di carte da gioco, e abbiamo un’idea di quante siano senza contarle una a una. Addirittura molti animali ne sono capaci, mostrando di riconoscere piccole differenze di quantità se adeguatamente ricompensati con qualcosa di gustoso.

Registrando l’attività dei neuroni di questi animali, si è trovato che esistono particolari cellule che rispondono alle quantità, permettendo di riconoscere. Nell’uomo fino a poco tempo fa non era stato dimostrato che esistesse qualcosa di simile, essendo in effetti eticamente problematico scoperchiargli il cranio.

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Percepire Stanca !

Quando percepiamo uno stimolo esterno, come una luce o un suono, alcuni neuroni detti trasduttori si attivano traducendo in scariche nervose il segnale fisico proveniente dal mondo esterno. A volte uno stimolo è costante nel tempo, e continuare a segnalarlo sarebbe inutile oltre che stancante, perciò semplicemente dopo un po’ viene ignorato.

Percepire stanca

Ad esempio quando indossiamo un abito, all’inizio ce lo sentiamo addosso, e dopo un po’ la sensazione scompare. Questo perché i neuroni tattili che segnalavano la pressione dell’indumento si sono stancati, e segnaleranno solo ulteriori variazioni.

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Le coccole aiutano lo sviluppo visivo

L’acuità visiva è la capacità di vedere i dettagli, tecnicamente si può definire come la minima distanza angolare percepibile fra due linee, ed è quella che si misura dall’ottico quando ci vengono mostrate le letterine.

coccole

10/10 vuol dire che siamo bravi come la media dei giovani, 11/10 vuol dire che lo siamo un decimo in più e così via. Come molte caratteristiche fenotipiche, anche questa dipende dall’ambiente in cui i piccolo crescono, e mettendo cuccioli di ratto in un ambiente ricco di stimolazioni, come ruote, altri ratti, e oggetti curiosi, questi da adulti vedranno meglio.

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Basta con la TV: uno sviluppo ricco d’interazioni migliora l’intelligenza!

Con entrambi i genitori a lavoro, e spesso figli unici, i bambini passano ore davanti alla TV senza giocare in gruppo o neppure con i giocattoli. Studi sui ratti suggeriscono che questo possa impoverire il loro sviluppo cognitivo.

Infatti ratti cresciuti in gabbie affollate, ricche di ruote girevoli e oggetti curiosi e diversi sono più bravi ad apprendere e ricordano più a lungo, sia percorsi nei labirinti che immagini visive. Questo miglioramento nelle facoltà cognitive ha un chiaro riscontro anatomico nell’aumento del peso cerebrale, dello spessore corticale, della complessità delle connessioni fra neuroni, e della funzionalità di alcuni sistemi neurotrasmettitoriali. (Diamond, 2001; Rosenzweig e Bennett, 1996).

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Un modello matematico per il ventriloquio.

A volte, il pupazzetto controllato da alcuni burattinai particolarmente bravi, sembra rispondere e parlare con voce propria. Naturalmente i pupazzi non parlano, almeno non lo facevano qualche decennio fa, ed è il burattinaio a parlare per loro: si tratta dell’effetto ventriloquio.

Ventriloquo

A vedere la voce uscire dalla bocca del pupazzo viene da pensare, escludendo ogni magia, che l’abile intrattenitore sia capace di proiettarla in qualche modo lontano da sé. Questo però è impossibile, e avvicinandosi alla gola di questa persona appare subito evidente che la sorgente sonora è il suo consueto apparato fonatorio; in realtà il ventriloquo ha la particolare abilità di parlare senza mostrare il movimento della bocca.

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