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[Chirurgia] Bypass gastrico – Le dieci regole da non dimenticare mai…

Le cellule della nonna.

Quando il cervello riceve le informazioni visive, almeno in una certa misura queste vengono separate e analizzate in aree diverse, deputate a specifiche funzioni.

volti - le cellule della nonna

Sarà fatta un’analisi delle forme, una dei colori, una del movimento, e anche una degli oggetti, fino ad arrivare ai volti. Esiste infatti un’area del lobo temporale, la Face Fusiform Area (FFA) presso il giro fusiforme, le cui cellule rispondono preferenzialmente ai volti.

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Non dormire uccide.

In un articolo precedente è stato l’interrogativo forse più importante sul sonno: a che serve dormire? Un modo piuttosto diretto per rispondere al quesito è quello di impedire alle cavie di dormire, misurando gli effetti della privazione di sonno sul loro organismo.

non dormire uccide

Una serie lunga di studi su animali, a partire dalla fine del diciannovesimo secolo (per esempio Mancéine 1894, oppure Bunch, 1946), mostra degli effetti abbastanza ricorrenti.

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Le cellule della profondità.

Se vediamo una palla sospesa nel vuoto, chi ci dice che non è un pallone enorme molto lontano piuttosto che una puntino sotto i nostri occhi? Il sistema visivo deve capire la profondità, la distanza lungo lo sguardo.

cellule della profondità

Quando dobbiamo percepire gli oggetti nello spazio usiamo spesso indizi indiretti. Ad esempio la grandezza relativa, considerando che proiezioni nell’occhio di oggetti lontani risultano più piccole deduciamo dall’immagine di un uomo che è la metà di quella di un altro che i due sono distanti lungo il nostro sguardo.

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Problemi a far di conto? Ci pensano i neuroni.

Molte volte osserviamo un pugno di fagioli, di monete, di carte da gioco, e abbiamo un’idea di quante siano senza contarle una a una. Addirittura molti animali ne sono capaci, mostrando di riconoscere piccole differenze di quantità se adeguatamente ricompensati con qualcosa di gustoso.

Registrando l’attività dei neuroni di questi animali, si è trovato che esistono particolari cellule che rispondono alle quantità, permettendo di riconoscere. Nell’uomo fino a poco tempo fa non era stato dimostrato che esistesse qualcosa di simile, essendo in effetti eticamente problematico scoperchiargli il cranio.

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