Problemi a far di conto? Ci pensano i neuroni.

Molte volte osserviamo un pugno di , di , di carte da gioco, e abbiamo un’idea di quante siano senza contarle una a una. Addirittura molti ne sono capaci, mostrando di riconoscere piccole differenze di quantità se adeguatamente ricompensati con qualcosa di gustoso.

Registrando l’attività dei di questi animali, si è trovato che esistono particolari che rispondono alle quantità, permettendo di riconoscere. Nell’uomo fino a poco tempo fa non era stato dimostrato che esistesse qualcosa di simile, essendo in effetti eticamente problematico scoperchiargli il .

Recentemente però, il gruppo di ricerca di David Burr, uno degli esperti mondiali di , ha pensato di usare un artificio noto in , per verificare l’ipotesi che esista un gruppo di neuroni deputato a . Siccome i neuroni che passano un po’ di tempo sotto una certa stimolazione in qualche modo si stancano e iniziano a rispondere meno alle caratteristiche dello che ricevono, se esistono neuroni specifici per certe quantità, dopo un po’ che sono impegnati a contarle dovrebbero produrre segnali più deboli. Ad esempio, semplificando, se abbiamo nove palline e dobbiamo capire quante sono in pochi secondi, senza poter contare, risponderanno un po’ anche i neuroni per numerosità simili, come per il dieci o per l’otto, ma di più quelli per il nove. Se però osserviamo per un po’ dieci i neuroni per il dieci cominciano a scaricare meno, e quando si presentano le nove palline queste sembreranno di meno, essendo i neuroni per maggiori meno attivi.

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