Piede piatto sintomatico – Giugno 2006

Chirurgia mininvasiva e materiali riassorbibili anche per la chirurgia del . Con la artrorisi. Una tecnica tutta italiana, messa a punto nel 90′ dal professor S. Giannini direttore della clinica ortopedica dell’università di Bologna. Oggi questo intervento dopo tredici anni di continue messe a punto e controlli a distanza dei risultati viene effettuato da numerosi specialisti con risultati eccellenti. Una incisione di un centimetro effettuato sotto il malleolo esterno del piede permette al chirurgo di introdurre una vite di calibro adeguata tra due ossa del piede: l’astragalo e il calcagno. Sono questi due elementi che si articolano tra di loro a determinare il piede quando si angolano eccessivamente. La vite ha la funzione di arrestare lo scivolamento tra le due ossa oltre un certo angolo. Tanto basta a corregere in maniera definitiva il piede . Terminato l’itervento basta un punto di sutura sulla pelle a chisura della piccola ferita. Il paziente con uno stivaletto gessato può ricamminare subito e caricare sull’arto appena operato. Dopo due settimane il gesso viene rimosso e un breve ciclo di fisioterapia riabilita piede e caviglia. A due mesi dall’intervento il piccolo paziente può tornare a correre ea praticare l’attività sportiva desiderata. La vite non deve essere rimossa: realizzata in acido polilattico dopo tre quattro anni, esaurita la sua funzione si scioglie e viene completamente riassorbita dai tessuti. I risultati statistici sono

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