Servizio del 16/03/2011 – Il ‘metodo Zamboni’ mette in relazione la sclerosi multipla con una malformazione vascolare. E gli studi internazionali eseguiti in questi mesi provano la validità della tesi del professore ferrarese: ovvero che l’occlusione vascolare che caratterizza la CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale) è altamente correlata alla sclerosi multipla., e liberare i pazienti affetti da Sclerosi Multipla dalla strozzatura con l’angioplastica, definita dal metodo Zamboni, migliora la loro qualità di vita. A decretarlo è stato il primo congresso della Società Internazionale per le Malattie Neurovascolari che si è svolto in questi giorni a Bologna, al quale hanno partecipato più di 400 ricercatori. L’ipotesi del professor Paolo Zamboni, messa a punto nei laboratori dell’università di Ferrara, nel 90% dei casi analizzati eseguiti su pazienti affetti da sclerosi multipla ha registrato la prevalenza della malformazione vascolare, scoperta dopo 9 anni di ricerca dal professor Zamboni. Una patologia che viene individuata con un eco-color-doppler innovativo e sulla quale si interviene con una angioplastica. Un scoperta che ha portato in questi mesi a Ferrara molti esponenti della comunità scientifica internazionale, intenzionati a studiare il metodo innovativo del ricercatore ferrarese. Gli studi presentati al convegno di Bologna hanno confermano che l’intervento di angioplastica correttiva può avere degli effetti positivi sui malati. É il caso di quello di …
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