Le cellule della nonna.

Quando il riceve le informazioni visive, almeno in una certa misura queste vengono separate e analizzate in aree diverse, deputate a specifiche .

volti - le cellule della nonna

Sarà fatta un’analisi delle , una dei , una del , e anche una degli , fino ad arrivare ai volti. Esiste infatti un’area del , la Face Fusiform Area () presso il giro fusiforme, le cui rispondono preferenzialmente ai volti.

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Avete le traveggole? È colpa dei vostri neuroni.

A volte qualcosa che non c’è, e non mi riferisco solo a e apparizioni, ma anche alla vita di tutti i giorni.

avete le traveggole ?

Vi è capitato, ad esempio, di aspettare un messaggio al o una chiamata e sentirlo vibrare in tasca o squillare per poi scoprire di esservelo immaginato? In quei casi tali percezioni sembrano proprio vere, e in una certa misura lo sono!

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Le cellule della profondità.

Se vediamo una palla sospesa nel vuoto, chi ci dice che non è un pallone enorme molto lontano piuttosto che una puntino sotto i nostri ? Il deve capire la , la lungo lo .

cellule della profondità

Quando dobbiamo percepire gli nello usiamo spesso indizi indiretti. Ad esempio la , considerando che proiezioni nell’ di oggetti lontani risultano più piccole deduciamo dall’immagine di un uomo che è la metà di quella di un altro che i due sono distanti lungo il nostro sguardo.

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Problemi a far di conto? Ci pensano i neuroni.

Molte volte osserviamo un pugno di , di , di , e abbiamo un’idea di quante siano senza contarle una a una. Addirittura molti ne sono capaci, mostrando di riconoscere piccole differenze di quantità se adeguatamente ricompensati con qualcosa di gustoso.

Registrando l’attività dei di questi animali, si è trovato che esistono particolari che rispondono alle quantità, permettendo di riconoscere. Nell’uomo fino a poco tempo fa non era stato dimostrato che esistesse qualcosa di simile, essendo in effetti eticamente problematico scoperchiargli il .

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Percepire Stanca !

Quando uno esterno, come una o un , alcuni detti si attivano traducendo in scariche nervose il segnale fisico proveniente dal esterno. A volte uno stimolo è costante nel tempo, e continuare a segnalarlo sarebbe inutile oltre che stancante, perciò semplicemente dopo un po’ viene ignorato.

Percepire stanca

Ad esempio quando indossiamo un , all’inizio ce lo sentiamo addosso, e dopo un po’ la sensazione scompare. Questo perché i che segnalavano la pressione dell’indumento si sono stancati, e segnaleranno solo ulteriori variazioni.

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Le coccole aiutano lo sviluppo visivo

L’acuità visiva è la capacità di vedere i dettagli, tecnicamente si può definire come la minima angolare percepibile fra due linee, ed è quella che si misura dall’ottico quando ci vengono mostrate le letterine.

coccole

10/10 vuol dire che siamo bravi come la media dei giovani, 11/10 vuol dire che lo siamo un decimo in più e così via. Come molte caratteristiche fenotipiche, anche questa dipende dall’ in cui i piccolo crescono, e mettendo cuccioli di ratto in un ricco di stimolazioni, come ruote, altri , e curiosi, questi da vedranno meglio.

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I geni non bastano: i bambini devono guardare il mondo.

Se pensiamo che tante delle caratteristiche che ci distinguono si sviluppino rigidamente su base genetica ci sbagliamo. Molti dei nostri caratteri evidenti, , sono determinati dall’ambente in cui cresciamo o dall’interazione di questo con la nostra dotazione genetica.

bambini mondo

Ad esempio la suscettibilità allo , ma anche le capacità di memoria, o la vista stessa. Infatti sappiamo che gattini che crescono in un certo periodo del loro sviluppo con l’ tappato, avranno una pessima da questo, e al livello anatomico le connessioni nervose da quell’occhio al saranno più deboli e minori di quelle dall’altro occhio, che invece avrà stabilità più sinapsi del normale, come se gli competessero fra loro.

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Basta con la TV: uno sviluppo ricco d’interazioni migliora l’intelligenza!

Con entrambi i a lavoro, e spesso figli unici, i passano ore davanti alla senza giocare in gruppo o neppure con i . Studi sui suggeriscono che questo possa impoverire il loro .

Infatti ratti cresciuti in gabbie affollate, ricche di ruote girevoli e curiosi e diversi sono più bravi ad apprendere e ricordano più a lungo, sia percorsi nei labirinti che immagini visive. Questo miglioramento nelle facoltà cognitive ha un chiaro riscontro anatomico nell’aumento del peso cerebrale, dello spessore corticale, della complessità delle connessioni fra , e della funzionalità di alcuni sistemi neurotrasmettitoriali. (Diamond, 2001; Rosenzweig e Bennett, 1996).

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Lo sapevi che una parte del nostro occhio è cieca?

Noi riusciamo a vedere perché la che colpisce gli è riflessa contro i nostri , dove abbiamo potenti lenti che la piegano e la proiettano sulla , il fondo dell’. Nella retina stanno dei particolari , i , che rispondono all’intensità e al tipo di luce, fornendoci informazioni sul e sugli oggetti a seconda di come la luce si comporti in relazione a questi. Infatti dai chiaroscuri possiamo individuare le , e dal tipo di luce riflessa, dalla sua lunghezza d’onda, i .

Tutto questo è abbastanza noto, ma quello che a molti sfugge è che la retina ha un buco, una zona dove i fotorecettori non esistono. Di fatto noi non vediamo alcun oggetto che cada in questo ‘buco‘, e ne abbiamo uno per ogni occhio.

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Un modello matematico per il ventriloquio.

A volte, il pupazzetto controllato da alcuni burattinai particolarmente bravi, sembra rispondere e parlare con voce propria. Naturalmente i pupazzi non parlano, almeno non lo facevano qualche decennio fa, ed è il burattinaio a parlare per loro: si tratta dell’effetto .

Ventriloquo

A vedere la voce uscire dalla bocca del pupazzo viene da pensare, escludendo ogni magia, che l’abile intrattenitore sia capace di proiettarla in qualche modo lontano da sé. Questo però è impossibile, e avvicinandosi alla gola di questa persona appare subito evidente che la sorgente sonora è il suo consueto apparato fonatorio; in realtà il ha la particolare abilità di parlare senza mostrare il della bocca.

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