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Blefaroplastica

I fattori che determinano l’invecchiamento delle palpebre è dovuto a numerosi fattori, tra i quali inquinamento dell’ambiente, età ed esposizione agli agenti atmosferici. Sembra strano, ma molti giovani presentano già  borse di grasso sotto gli occhi ed eccesso di cute nella palpebra superiore. In questi pazienti giovani è particolarmente indicata la laser blefaroplastica per via interna (via transcongiuntivale).

La blefaroplastica è un intervento chirurgico eseguito per ridurre l’eccesso muscolo-cutaneo (dermatocalasi) e/o le borse adipose delle palpebre. Questo intervento non può arrestare il processo d’invecchiamento ma può ridurre l’aspetto di sguardo stanco e triste tipico di questi soggetti. Non tutti i pazienti hanno necessità di rimuovere sia la cute, lo strato muscolare che gli eccessi di grasso (borse). In molti casi è necessaria solo una delle due cose.

In alcuni casi questo intervento può essere associato ad altre procedure . Ad esempio, se l’eccesso di cute sulla palpebra superiore è accompagnato dall’abbassamento del sopracciglio è preferibile eseguire anche un lifting del sopracciglio mentre un miglioramento di rughe particolarmente evidenti può essere ottenuto con un peeling chimico o col laser resurfacing .

Come funziona?
Ormai nella maggior parte dei casi l’intervento viene effettuato col laser CO2.
Nella laser chirurgia delle palpebre l’utilizzo del laser CO2 sostituisce pienamente il bisturi tradizionale.
La precisione del taglio con spot della grandezza di 0,1 mm e l’emostasi estremamente efficace permettono al chirurgo di lavorare su di un campo operatorio sgombro dal sangue e ben visibile in tutte le sue parti.
In alcuni laser si può optare nella modalità di taglio in continua (CW) o pulsato, in modalità CW si ottiene il massimo nel taglio e coagulazione.
L’utilizzo del laser CO2 per il taglio è particolarmente indicato nell’esecuzione della blefaroplastica e nell’asportazione di neoformazioni cutanee e in tutte quelle situazioni in cui si richiede il minor sanguinamento possibile.
Sfruttando le caratteristiche di precedentemente descritte l’esecuzione della blefaroplastica cosmetica risulta facilitata soprattutto nell’accesso per via transcongiuntivale della palpebra inferiore.
La visita prima dell’intervento di blefaroplastica
Il chirurgo interessato dovrà effettuare al paziente una visita pre-opertaoria nella quale valuterà le soluzioni e le varie problematiche per poter scegliere la tecnica migliore da utilizzare e a quali risultati effettivamente si potrà giungere.

Basta un’iniezione per riparare la frattura

Un osso sintetico, iniettabile e in grado di stimolare la rigenerazione ossea. È un nuovo materiale, perfezionato e brevettato dall’Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche (Imcb-Cnr) di Napoli, che può essere utilizzato come sostituto osseo per riparare fratture da traumi e intervenire nelle patologie del sistema scheletrico e nella perdita di sostanza ossea all’osteoporosi. Il brevetto, si legge in una nota, è stato depositato con Finceramica Faenza Spa, società nata come spin-off dall’Istituto della scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr (Istec-Cnr) di Faenza, che si occuperà del potenziale sfruttamento industriale.

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Bambini e neonati a rischio di Ictus

Si associa spesso l’ictus all’età adulta e agli anziani in particolare. In realtà, una ricerca statunitense sottolinea il pericolo che corrono i più piccoli, che spesso rischiano più dei grandi perché i sintomi passano inosservati e non vengono, in molti casi, soccorsi in maniera adeguata.

Uno studio sul rischio di ictus ischemico delle arterie fra i bambini è stato presentato dalla dott.ssa Rebecca Ichord del Children Hospital di Philadelphia durante l’International Stroke Conference, un convegno sull’ictus che si è svolto a San Antonio, in Texas.
Secondo lo studio, la maggior parte dei bambini che hanno subito un ictus non sono stati oggetto di una valida e pronta diagnosi nella fase iniziale. La ricerca si basa su 90 bambini colpiti da ictus fra il 2003 e il 2009 con età media di 6 anni. Posti sotto osservazione dall’équipe della dott.ssa Ichord, 12 di questi bambini hanno presentato ictus ricorrenti, la maggior parte un mese dopo il primo attacco.
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Pene più corto a causa dell’inquinamento

MILANO — L’argomento è un po’ imbarazzante, ma la ricerca è ricerca: uno studio dell’Università di Padova ha appena concluso che le «misure» maschili si stanno riducendo e la lunghezza del pene, valutata a riposo, è diminuita mediamente di quasi un centimetro, negli ultimi sessant’anni. Da 9,7 centimetri (secondo i dati del rapporto Kinsey del 1948 relativi a oltre 2.700 maschi che, è bene sottolineare, erano americani e forse non confrontabili al 100 per cento con gli italiani) a 8,9, la media rilevata in oltre 2000 diciottenni veneti dall’équipe del patologo Carlo Foresta dell’Università di Padova, responsabile del Centro regionale di crioconservazione dei gameti.
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Chi fuma è meno intelligente

A quando sembra fumare non fa male solo ai nostri polmoni, bensì anche al cervello, o meglio al nostro quoziente d’intelligenza. Stando a una recente ricerca dello Sheba Medical Center (Israele), diretta dal dottor Mark Weiser: i fumatori arriverebbero a perdere almeno 7,5 punti di QI.

Le sigarette? E’ ufficiale: diminuiscono l’intelligenza

In particolare, gli esperti hanno preso in esame 20.000 volontari: il 28% fumava più di una sigaretta al giorno, il 68% non aveva mai fumato e il 3% era ex fumatore.

Una volta sottoposti ai test i risultati sono stati sorprendenti: escludendo la situazione socio-culturale dei soggetti ed un eventuale astinenza da nicotina, il QI medio dei non fumatori è risultato 101 contro il 94 dei fumatori. In poche parole: chi fumava meno di cinque sigarette al giorno arrivava a 98, chi superava tale soglia si fermava a 90.

Detto questo, gli esperti hanno constatato che un QI di partenza più basso potrebbe essere una condizione per prendere il vizio del fumo. Quindi occhio ragazzi: se evitate le sigarette non solo vivrete più sani e più a lungo, ma soprattutto sarete molto più intelligenti.

Epidurale impossibile da trovare

Un ‘parto senza dolore’ resta un’utopia e l’analgesia epidurale e’ garantita solo nel 16% degli ospedali italiani. Il quadro e’ emerso in occasione di un convegno. L’Italia, affermano gli specialisti, e’ all’avanguardia per le tecniche ma pochi ospedali le garantiscono nonostante il 90% delle partorienti ne faccia richiesta.Il parto indolore e’ un diritto garantito nei Lea ma l’attuazione varia da regione a regione. Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna le piu’ virtuose.

Avete le traveggole? È colpa dei vostri neuroni.

A volte percepiamo qualcosa che non c’è, e non mi riferisco solo a visioni e apparizioni, ma anche alla vita di tutti i giorni.

avete le traveggole ?

Vi è capitato, ad esempio, di aspettare un messaggio al cellulare o una chiamata e sentirlo vibrare in tasca o squillare per poi scoprire di esservelo immaginato? In quei casi tali percezioni sembrano proprio vere, e in una certa misura lo sono!

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Basta con la TV: uno sviluppo ricco d’interazioni migliora l’intelligenza!

Con entrambi i genitori a lavoro, e spesso figli unici, i bambini passano ore davanti alla TV senza giocare in gruppo o neppure con i giocattoli. Studi sui ratti suggeriscono che questo possa impoverire il loro sviluppo cognitivo.

Infatti ratti cresciuti in gabbie affollate, ricche di ruote girevoli e oggetti curiosi e diversi sono più bravi ad apprendere e ricordano più a lungo, sia percorsi nei labirinti che immagini visive. Questo miglioramento nelle facoltà cognitive ha un chiaro riscontro anatomico nell’aumento del peso cerebrale, dello spessore corticale, della complessità delle connessioni fra neuroni, e della funzionalità di alcuni sistemi neurotrasmettitoriali. (Diamond, 2001; Rosenzweig e Bennett, 1996).

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Lo sapevi che una parte del nostro occhio è cieca?

Noi riusciamo a vedere perché la luce che colpisce gli oggetti è riflessa contro i nostri occhi, dove abbiamo potenti lenti che la piegano e la proiettano sulla retina, il fondo dell’occhio. Nella retina stanno dei particolari neuroni, i fotorecettori, che rispondono all’intensità e al tipo di luce, fornendoci informazioni sul mondo e sugli oggetti a seconda di come la luce si comporti in relazione a questi. Infatti dai chiaroscuri possiamo individuare le forme, e dal tipo di luce riflessa, dalla sua lunghezza d’onda, i colori.

Tutto questo è abbastanza noto, ma quello che a molti sfugge è che la retina ha un buco, una zona dove i fotorecettori non esistono. Di fatto noi non vediamo alcun oggetto che cada in questo ‘buco‘, e ne abbiamo uno per ogni occhio.

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Sogni non solo in sonno REM.

Il sonno è rimasto per secoli un mistero, dal misticismo di Platone che vi trovava un accesso per l’Iperuranio, alle speculazioni di Cartesio, che si chiedeva se ci fosse una realtà più vera del sogno, che vero appare al sognatore. Nel novecento la fisiologia del sonno ha fatto progressi caratterizzandolo con precisi parametri elettrofisiologici e comportamentali, distinguendolo in modo rigoroso dalla veglia dal sonno, e descrivendone la profondità.

Sogno

Sappiamo infatti da semplici registrazioni elettroencefalografiche quanto sarà facile per il soggetto svegliarsi in un certo momento del sonno, che sarà tanto profondo quanto più difficile sarà il risveglio. Una scoperta rivoluzionaria, che ha colpito l’immaginario comune e la comunità scientifica, è stata quella del sonno REM. REM è l’acronimo per Rapid Eye Movements, movimenti oculari rapidi che nel 1953 Aserinsky e Kleitman osservarono in un particolare stato del sonno, caratterizzato paralisi dei muscoli del tronco e tracciato elettroencefalografico simile a quello della veglia, da qui il nome di sonno paradosso.

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