Basta un’iniezione per riparare la frattura

Un , iniettabile e in grado di stimolare la rigenerazione ossea. È un nuovo materiale, perfezionato e brevettato dall’Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche (Imcb-Cnr) di Napoli, che può essere utilizzato come sostituto osseo per riparare fratture da traumi e intervenire nelle patologie del sistema scheletrico e nella perdita di sostanza ossea all’osteoporosi. Il brevetto, si legge in una nota, è stato depositato con Finceramica Faenza Spa, società nata come spin-off dall’Istituto della scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr (Istec-Cnr) di Faenza, che si occuperà del potenziale sfruttamento industriale.

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Bambini e neonati a rischio di Ictus

Si associa spesso l’ all’età adulta e agli anziani in particolare. In realtà, una ricerca statunitense sottolinea il pericolo che corrono i più piccoli, che spesso rischiano più dei grandi perché i sintomi passano inosservati e non vengono, in molti casi, soccorsi in maniera adeguata.

Uno sul rischio di ictus ischemico delle arterie fra i è stato presentato dalla dott.ssa del Children Hospital di Philadelphia durante l’International Stroke Conference, un convegno sull’ictus che si è svolto a San Antonio, in Texas.
Secondo lo studio, la maggior parte dei bambini che hanno subito un ictus non sono stati oggetto di una valida e pronta diagnosi nella fase iniziale. La ricerca si basa su 90 bambini colpiti da ictus fra il 2003 e il 2009 con età media di 6 anni. Posti sotto osservazione dall’équipe della dott.ssa Ichord, 12 di questi bambini hanno presentato ictus ricorrenti, la maggior parte un mese dopo il primo attacco.
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Le cellule della nonna.

Quando il riceve le , almeno in una certa misura queste vengono separate e analizzate in aree diverse, deputate a specifiche .

volti - le cellule della nonna

Sarà fatta un’ delle , una dei colori, una del , e anche una degli , fino ad arrivare ai volti. Esiste infatti un’area del , la Face Fusiform Area () presso il giro fusiforme, le cui rispondono preferenzialmente ai volti.

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Avete le traveggole? È colpa dei vostri neuroni.

A volte qualcosa che non c’è, e non mi riferisco solo a e apparizioni, ma anche alla vita di tutti i giorni.

avete le traveggole ?

Vi è capitato, ad esempio, di aspettare un messaggio al o una chiamata e sentirlo vibrare in tasca o squillare per poi scoprire di esservelo immaginato? In quei casi tali percezioni sembrano proprio vere, e in una certa misura lo sono!

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Non dormire uccide.

In un articolo precedente è stato l’interrogativo forse più importante sul : a che serve dormire? Un modo piuttosto diretto per rispondere al quesito è quello di impedire alle di , misurando gli effetti della privazione di sonno sul loro .

non dormire uccide

Una serie lunga di studi su , a partire dalla fine del diciannovesimo secolo (per esempio Mancéine 1894, oppure , 1946), mostra degli effetti abbastanza ricorrenti.

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Le cellule della profondità.

Se vediamo una palla sospesa nel vuoto, chi ci dice che non è un pallone enorme molto lontano piuttosto che una puntino sotto i nostri ? Il deve capire la , la lungo lo .

cellule della profondità

Quando dobbiamo percepire gli nello usiamo spesso indizi indiretti. Ad esempio la , considerando che proiezioni nell’ di oggetti lontani risultano più piccole deduciamo dall’immagine di un uomo che è la metà di quella di un altro che i due sono distanti lungo il nostro sguardo.

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Problemi a far di conto? Ci pensano i neuroni.

Molte volte osserviamo un pugno di , di , di , e abbiamo un’idea di quante siano senza contarle una a una. Addirittura molti ne sono capaci, mostrando di riconoscere piccole differenze di quantità se adeguatamente ricompensati con qualcosa di gustoso.

Registrando l’attività dei di questi animali, si è trovato che esistono particolari che rispondono alle quantità, permettendo di riconoscere. Nell’uomo fino a poco tempo fa non era stato dimostrato che esistesse qualcosa di simile, essendo in effetti eticamente problematico scoperchiargli il .

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Percepire Stanca !

Quando uno esterno, come una o un , alcuni detti si attivano traducendo in scariche nervose il segnale fisico proveniente dal mondo esterno. A volte uno stimolo è costante nel tempo, e continuare a segnalarlo sarebbe inutile oltre che stancante, perciò semplicemente dopo un po’ viene ignorato.

Percepire stanca

Ad esempio quando indossiamo un , all’inizio ce lo sentiamo addosso, e dopo un po’ la sensazione scompare. Questo perché i che segnalavano la pressione dell’indumento si sono stancati, e segnaleranno solo ulteriori variazioni.

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L’ecstasy? Frigge sul serio!

Il è un oggetto relativamente semplice, che prende dei o elettrici in entrata e risponde con un segnale elettrico in uscita. Se è vero che il nostro pensiero deriva dall’attività dei , certo non è la singola a determinarne la complessità.

ecstasy

Il infatti possiede 1’000’000’000’000 neuroni, che cooperano grazie a un numero enorme di interconnessioni. Sono proprio le connessioni che si modificano quando impariamo qualcosa, che determinano i circuiti che ci portano al ragionamento. E disgraziatamente è lì che agisce l’, distruggendole.

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A cosa serve dormire ?

È normale vedere acciambellati profondamente, ma anche il cavallo o l’elefante, che possono dormire in eretta. Persino gli insetti alternano periodi di attività e riposo, e in una qualche misura, tutti gli più evoluti dormono.

gatto che dorme

Se accettiamo la teoria evolutiva, il deve quindi servire a qualcosa di cruciale alla vita, altrimenti l’ non l’avrebbe selezionato come caratteristica da tramandare pervasivamente fra le specie animali. Il problema è appunto a cosa serva, perché sappiamo che una riduzione parziale del sonno, di qualche ora, non ha grandi effetti, facendo pensare che il sonno privato non abbia una funzione ristoratrice sull’efficienza dell’.
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