Bambini e neonati a rischio di Ictus

Si associa spesso l’ all’età adulta e agli anziani in particolare. In realtà, una ricerca statunitense sottolinea il pericolo che corrono i più piccoli, che spesso rischiano più dei grandi perché i sintomi passano inosservati e non vengono, in molti casi, soccorsi in maniera adeguata.

Uno studio sul rischio di ictus ischemico delle arterie fra i è stato presentato dalla dott.ssa del Children Hospital di Philadelphia durante l’International Stroke Conference, un convegno sull’ictus che si è svolto a San Antonio, in Texas.
Secondo lo studio, la maggior parte dei bambini che hanno subito un ictus non sono stati oggetto di una valida e pronta diagnosi nella fase iniziale. La ricerca si basa su 90 bambini colpiti da ictus fra il 2003 e il 2009 con età media di 6 anni. Posti sotto osservazione dall’équipe della dott.ssa Ichord, 12 di questi bambini hanno presentato ictus ricorrenti, la maggior parte un mese dopo il primo attacco.

I ricercatori ipotizzano che nei bambini l’ictus potrebbe essere il risultato di malattie quali l’anemia falciforme o di patologie cardiovascolari, ma i sintomi sono praticamente gli stessi che si notano in un paziente adulto, vale a dire la compromissione di alcune funzioni neurologiche come la vista o il linguaggio, debolezza negli arti e problemi a camminare in maniera corretta.

Secondo la dott.ssa Ichard, tuttavia, riconoscere i sintomi nei bambini è più difficile anche perché loro stessi sono meno adatti a descriverli correttamente, come possono fare gli adulti: “i risultati del nostro studio confermano quanto sia importante la diagnosi per ictus nei bambini il più presto possibile in modo che i medici siano in grado di fornire le cure di emergenza e adottare misure per prevenirne il ripetersi”, ha commentato la ricercatrice.

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